La Vita Segreta Delle Donne.

Cara casa mia, con le foglie blu.

Sei diventata ormai il luogo delle mie confidenze molto personali, ma continuo a lasciarti libera e pubblica, per permettere a ciò che scrivo di svolazzare in tranquillità verso menti migliori.

Oggi vorrei parlarti dell’essere Donna.

Purtroppo nella mia vita c’è stato un periodo piuttosto lungo in cui avevo un forte pensiero negativo nei confronti dell’essere donna, e delle donne in generale.

Vedevo solo problemi, troppi casini, e complice qualche litigio con il mondo maschile che ha decisamente offeso quello femminile, ho iniziato ad avere delle remore nei confronti del pianeta Venere.

Vedevo problemi di ogni tipo, fisici e mentali, che non riuscivo a risolvere, e che puntualmente qualcuno mi indicava come inesistenti nell’essere maschile.

è stato un periodo difficile, ma penso di esserne uscita. Come, non lo so, ora però ho il problema opposto. Disprezzo il mondo maschile, non totalmente, non completamente, ma lo vedo insulso, privo di spunti e di vera intelligenza.

Ho iniziato a difendere me stessa e il mio essere femmina, ho iniziato a dire “NO FORSE NON SONO IO LO SBAGLIO”, forse io ho delle qualità che gli uomini non possono avere. Forse sono meglio di quello che pensavo. Forse proprio quello che indicavo (e che alcuni maschi indicano) come domande sciocche e inutili, problemi futili nati da menti deboli, sono ciò che rende noi donne così forti, così fantastiche, così speciali nel mondo naturale.

Ho incominciato a vedere in maniera positiva il fatto che siamo generatrici di vita. E questo comporta una netta differenza verso gli uomini. Ma non solo.

Noi siamo esseri profondi, e forse anche superiori. E non sto parlando di superiorità fisica (che ovviamente è dei maschi), o chissà quant’altro è nel primato maschile, ma sto parlando di PRIORITà naturale e biologica.

Il nostro corpo ci lega indissolubilmente alla natura e al cosmo, con cui siamo costrette prima o poi a farci i conti. Noi arriviamo a dei pensieri, delle emozioni, che gli uomini non riescono nemmeno a immaginare e percepire, per questo non sanno come aiutarci.

Ma in fondo, siamo solo una contro parte. Cosa siamo noi donne senza il nostro rapporto con gli uomini?

Prima stavo ascoltando una canzone, prima, quando ancora pensavo di poter andare dormire mezz’ora fa. 🙂

La canzone in questione è di Mia Martini, Gli Uomini Non Cambiano.

è curioso riconoscere che una delle canzoni che rispecchia maggiormente l’animo femminile, parli di uomini per tutto il tempo. Eppure il testo tocca molti punti cardinali nella vita di una donna.

Il rapporto con il padre, che forse per la cantante non è stato il massimo, ma per me è ancora oggi fonte di gioia e amore infinito. Un amore etereo, che non può essere paragonato all’amore terreno e fisico, ma è un amore, che mi lega a mio padre, che va oltre la mente e ci collega con il centro del cosmo, da dove tutto nasce e ritorna.

Il primo ragazzo, il primo “amore”, e il primo rapporto sessuale, che ancora, forse per la cantante non è stato perfetto, ma non bisogna usare la canzone per generalizzare in modo ignorante. Questo è un altro punto importante, che gli uomini non capiranno mai mai e poi mai. Non comprenderanno mai cosa vi è dietro al nostro amore terreno, fisico e mentale per il nostro ragazzo. Forse, chissà, è una cosa che i maschi provano, ma non sanno di sentirlo. Probabilmente lo ignorano e lo chiamano solo “amore”.

Il rapporto con gli uomini nell’età adulta, i litigi, le delusioni, che tuttavia servono perchè come dice la canzone noi diventiamo ancora più forti. Che gli uomini siano stati messi su questa Terra per farci diventare donne  e persone migliori?  Per spingerci a chiederci il perchè di molte cose, andare a fondo di alcune questioni, che altrimenti non salterebbero mai fuori. Se non fosse per noi…

Se non fosse per noi. La frase del millennio.

Se non fosse per noi donne, probabilmente gli uomini vagherebbero nel mondo accontentandosi di soddisfare gli istinti primari, certo, vivendo in case moderne e con auto di lusso, ma chissà…forse finirebbe tutto lì.

Se non fosse per noi donne, probabilmente gli uomini sarebbero ancor più superficiali di quanto già non siano.

Se non fosse per noi donne……

forse non esisterebbe quell’amore puro, sincero, naturale, ultra terreno, dell’amore della mamma verso il proprio figlio. Un amore diverso da quello che prova l’uomo, seppur quest’ultimo sia sicuramente forte e pieno di sentimento.

Che le donne siano nate per soffrire è un dato di fatto, è nella nostra indole, nella nostra natura, e bisogna accettarlo e soprattutto capirlo. Perchè noi non ci accontentiamo, noi vogliamo sempre di più, non tanto da ciò che ci arriva dal mondo esterno, ma da dentro di noi, per noi stesse, noi vogliamo sempre qualcosa di meglio. Cerchiamo avventure, cerchiamo complicazioni, perchè più la nostra mente è attiva e intelligente e fresca, e più sappiamo come lavorare per creare un animo migliore dentro di noi.

Noi siamo temerarie.
Esplosive.
Creative.
E assolutamente, e incredibilmente, piene di energia naturale. Noi la condividiamo con il cosmo, è il nostro regalo datoci da quell’energia che regola ogni cosa. E Noi siamo così fortunate da averne un pezzo.

Io non odio gli uomini anzi, è che mi scopro di ritenerli naturalmente inferiori. Mi spiace.

ed è per questo motivo che spesso mi sento dare della “Maschilista”

siccome riconosco la nostra superiorità naturale, riconosco anche (e moltissimo) la superiorità dell’uomo nel mondo meramente terreno.

L’uomo è fatto per lavorare, la donna per la famiglia.

L’uomo è fatto per provare sforzi fisici maggiori della donna.

L’uomo è fatto per avere un animo più forte e deciso e difficilmente malleabile, rispetto  a quello di una donna.

L’uomo è come la montagna, fiera e imponente, da essa si generano fiumi, laghi, posso nascere dei boschi, ci vivono gli animali e vi è vita.

Ma la donna è il sole, che scalda ogni cosa e permette la NASCITA del mondo.

E con questo mi congedo,

un bacio

Maria Laura

Uomini, ma voi cosa pensate VERAMENTE delle Donne?

Cari uomini, maschietti che popolate la mia lista di amici su fb, oppure semplici avventori del mio modestissimo blog,

ieri sera nel bel mezzo di una discussione con un maschietto anche abbastanza cresciutello, in cui si parlava del ruolo della donna, mi sono posta una domanda.

Ma voi, avete stima delle donne?

Le rispettate? Per cosa? Non le rispettate? Per quali altre cose?

E non rispondete solo in modo positivo, si sa, noi femminucce perfette non siamo!Qualche difetto (giusto uno o due) è insito nella nostra natura.

 

Troppe volte ho sentito uomini/ragazzi parlare male, molto male, delle donne/ragazze.

Qualcuno di voi può chiarirmi bene il vostro pensiero circa l’universo femminile?

Siamo davvero senza speranza?

Siamo davvero rompiballe?

Siamo davvero più intelligenti? (come dicono in molti)

Siamo davvero piene di problemi inutili? (come dicono in molti)

 

 

 

Fatevi avanti 🙂 HO VOGLIA DI SAPERE!

 

La Vostra Gogo Yubari

Comprendi la Paura, non tentare di liberartene.

Ogni volta che mi vedo allo specchio mi vedo più vecchia.

Ogni volta che mi vedo allo specchio mi ammiro, perchè so che non potrò più vedermi così giovane.

Si invecchia ogni secondo, e questo una donna lo capisce molto più velocemente degli uomini, che a sessant’anni PUFF di colpo si trovano in crisi e si comprano auto sportive, a volte c’è un divorzio, a volte si trovano un’amante giovane e sbarazzina, un accessorio simbolo di realizzazione personale.

Le donne invece lo sanno già dai 21 anni, e ci soffrono già da 22.

Noto piccole cose che cambiano di giorno in giorno, una volta è la rughettina, un’altra volta il tallone (si avete letto bene, il tallone del piede) altre volte il capello bianco, sventura che ancora non mi ha colpita, avendo dei capelli chiari faccio fatica a notarli.

Quando mi guardo allo specchio ammiro la mia giovinezza, la pelle liscia, i capelli belli e lucenti e del mio colore naturale.
Cerco di apprezzarmi come posso, anche se dentro di me SO che non mi vedrò più giovane di così.

E penso a mia mamma, che mentre io diventavo giovane e bella, fiorivo in una fresca ragazza, lei invecchiava, notava le rughe, il capello bianco, la pelle non più così elastica.

E penso a mio padre, che da sempre di queste cose se ne sbatte altamente.

E mi rendo conto di invecchiare anch’io, e cerco di capire se sto utilizzando il tempo che mi è stato concesso nella maniera che ritengo migliore.

Penso di perdere un sacco di tempo, e un sacco di occasioni. Probabilmente a sessant’anni avrò quella forza e vitalità che mi manca in questo momento e farò tutto quello che ho accuratamente evitato negli anni “in fiore”.
Già mi vedo con la mia bella panda 4×4 verde acido andare a fare bungee jumping!

E penso che anch’io se avrò una figlia, la vedrò crescere e diventare sempre più bella, e io, con il mio capello bianco, che ben presto sarà unito a molti altri nello stesso destino, qualche acciacco alla schiena…

E mi chiedo “come fanno i miei genitori a stare così tranquilli? come faceva mia nonna, così vecchia e rugosa, a stare così tranquilla?” io a sapere di essere così vicina alla fine della mia vita urlerei per strada correndo a zig zag agitando le braccia!

Forse è così  che funziona, forse a 20 ci si preoccupa di cose che a 60 o 70 , dopo tutte le esperienze della vita, saranno considerate con calma e fermezza.

A volte, per evitare di impazzire, penso al ciclo della vita.

Si nasce, si vive, si fanno figli, li si cresce, si muore.

E a fare tutto questo dovremmo addirittura ritenerci fortunati, perchè c’è gente che non arriva nemmeno al terzo stadio.

La storia di Dio che ci guarda dall’alto, con il paradiso, gli angeli, i santi, non mi convince e soprattutto non mi dà sollievo e risposta nel cercare il senso di questa strana vita.

Il paradiso? e dove sarebbe? Sulle nuvole? Con una bella macchinetta del caffè Lavazza?

E poi? che diavolo (ops, scusate) si fa per…per…per quanti anni si rimane là? a bere caffè?

Tutte balle, tutte balle.

E anche se fosse tutto vero, ciò non mi conforta e non dà spiegazioni quindi ESIGO una risposta diversa a tutto questo discorso!

Fu in questo modo, ponendomi queste domande, che mi avvicinai ad una visione della vita, del mondo, del cosmo, molto diversa.

CRISTIANESIMO Vs GOGO YUBARI:

Punto 1) : il cristianesimo non spiega da dove arriviamo ma solo dove andiamo, e quel posto, il paradiso, non è nemmeno ben definito.

Punto 2) : il cristianesimo ci fa nascere già peccatori, e che cazz…manco il tempo di fare una stronzata che subito ho bisogno del battesimo.

Punto 3) : Dio, Gesù, santi, baggianate.

 

Io invece, mi dò delle risposte abbastanza esaustive, che mi danno speranza, e calmano queste mie domande.

Da quel poco che so, e ne so davvero una quantità infinitesimale, noi siamo ENERGIA.

L’energia si può consatare: siamo noi, il nostro pensiero, la nostra anima, cioè che ci distingue dagli animali governati solo dall’istinto, ciò che ci da il carattere, temperamento, e ci fa fare decisioni, che ci fa provare emozioni, che piega il corpo alla somatizzazione, perchè il cuore ci batte all’impazzata per Brad Pitt e non per Tom Cruise? e perchè per la mia amica è il contrario?eppure siamo fatte della stessa carne, ossa, naturalmente uguali.

L’energia è ciò che ci differenzia.

è la stessa energia che ha scatenato tutto questo, che ha creato il mondo e l’universo, noi siamo parte del cosmo perchè nasciamo da esso. E quando moriamo ritorniamo ad essere energia, noi non siamo più noi, perdiamo il nostro corpo, ci liberiamo dei meccanismi del cervello, e ritorniamo pura e semplice energia.

E poi, udite udite, io credo fermamente nella reincarnazione.

Alt, fermi, io non penso a quel tipo di reincarnazione dove la gente si può ricordare emozioni di vite precedenti, baggianate anche quelle.

Non pensiamola a livello fisico, pensiamola più in grande.

Non ci sono vite per l’energia che ci compone, ne esiste una sola, e tanti diversi corpi e mezzi dove viverla.

è per questo che l’uomo è così legato e dipendente dalla natura, è nato da essa, e morirà se morrà anche lei.

Noi siamo la natura, e come un fiore sboccia di primavera, muore d’inverno, l’anno dopo rinascerà in primavera e morrà d’inverno.

E quando una persona cara muore, anche se è ovvio sentire la sua mancanza fisica, lui o lei vivrà per sempre perchè la sua energia è l’amore che proviamo per lui.

Ma io parlo di quell’amore etereo, innaturale, profondo, che nessuno può spiegare.

L’energia è quell’amore, e io sono felice a sapere che tutto è nato e dipende da esso.

 

Questa è una spiegazione che mi aggrada, e mi consente di sentirmi qualcosa di più di un semplice essere umano che dovrebbe avere paura di una divinità cattiva (??) che ti giudicherà e ti manderà in paradiso dalla Lavazza o all’inferno con la Kimbo (a proposito, io bevo Kimbo).

Quella divinità non ci aiuterà nei momenti bui, nella morte dei cari, ma sarà la nostra forza, le nostre convinzioni, i nostri cari con il loro amore, a guarire le ferite.

Quella divinità non ci aiuterà nemmeno nei momenti vincenti, positivi, lucenti, pieni di gioia, che derivano da noi, da noi, solo da noi e dalle buone e giuste azioni che compiamo ogni giorno, circondandoci di persone che ci amano.

Questo discorso mi aiuta a non sentire quel senso di colpa che penso sia insito in ogni buon cristiano che è andato a catechismo, e mi fa sentire libera di poter fare della mia vita quello che penso sia giusto per me.

 

E con questo ho finito,

 

Gogo Yubari

Mentre tutto scorre. Un articolo che fa riflettere.

Questo post non lo scrivo io, ma una ragazza molto intelligente che si fa chiamare qui su WordPress La Maga di Oz.

Prego, a lei la parola.

 

 

Mentre il Governo litiga con il Quirinale per il trasferimento dei Ministeri al nord, mentre il Brunetta insulta occupati e disoccupati, mentre  il mondo si interroga se il pluriomicida di Oslo sia per caso un folle e la Norvegia inizia a pensare che forse il suo suo sistema giudiziario fa un attimino pena…mentre la Grecia rischia la bancarotta e l’Europa non sa che fare…mentre Obama comincia a ripensare al suo Yes We Can, in un Maybe we can or maybe (and more likely) we cannot and I’m sorry for that…bè….mentre tutto questo accade, io rimango come immobile. E forse non sono l’unica.

Mi vedo ferma, mentre tutto questo scorre verso di me, mi sovrasta e mi supera. Mi sento impotente o forse scelgo di esserlo. E’ come se gli eventi che affliggono il resto del mondo fossero solo un film, uno spettacolo a cui assisto passivamente e se mi annoia non faccio altro che cambiare canale, spegnere la tv o la radio, digitare un nuovo indirizzo sulla barra di Internet.

Non riesco a vivere quegli eventi come se fossero reali. Mi ci trovo semplicemente in mezzo e non mi sento toccata come dovrei. Mi fa giusto ridere il Governo che litiga con Napolitano per i Ministeri da mettere al Nord…come se agli elettori sapere che ruberanno anche nel nord Italia invece che limitarsi a Roma potesse fare la differenza…o potesse migliorare le cose. E mi fa altrettanto ridere il piccolo Brunetta che si sta scavando la fossa da sola a furia di dare del cretino a chiunqui provi a contraddirlo. Oppure inorridisco certamente al massacro di Oslo, ma e’ uno stupore momentaneo. Poi, come sempre, passa tutto.

Quella che descrivo penso sia la condizione umana generale. Mentre la vita scorre, noi ci occupiamo solo del nostro piccolo mondo e non ci curiamo davvero, se non in lontananza, di quello che accade al di fuori della nostra cerchia, al di fuori del nostro piccolo limite. Ci alziamo al mattino, andiamo a lavorare, pranziamo con i colleghi o da soli, torniamo a lavorare nel resto del pomeriggio, poi andiamo a casa. Un boccone davanti alla tv, magari un salto in palestra o un’uscita saltuaria infra settimanale. Poi arriva il week end dove di solito si fanno le cose che non si fanno durante il resto della settimana. Ognuno riempe questo vuoto come crede e come piu’ gli aggrada. E poi, ricomincia tutto.

Mentre siamo avvolti in questo vortice, la’ fuori la Storia si compie. Siamo pedine consapevoli (si, consapevoli) di un disegno che si compie anche senza il nostro consenso. Siamo in questo flusso quotidiano e non ci accorgiamo e non abbiamo tempo per accorgerci che intanto la vita scorre, va via, ci sfugge dal controllo mentre tentiamo di salire sull’autobus che ci portera’ a lavoro, entriamo in una riunione, ci spacchiamo la testa per problemi quotidiani come chi va a prendere il bambino a scuola, quanta carne comprare per gli ospiti a cena, come pagare le bollette, litighiamo su quale film andare a vedere, quale modello di macchina comprare, se accendere un mutuo o pagare un affitto…

Ci struggiamo per decidere se e ‘ meglio il diesel o la benzina, se stasera ci va la pizza o e’ meglio stare leggeri, se andare al mare o in montagna…ci struggiamio per problemi piccoli, che magari non sono neanche problemi veri ma ci assorbono completamente e spesso ci troviamo a perdere le giornate dietro a queste stronzate.

Io ho perso tutto il giorno a capire come scrivere un comunicato stampa la settimana scorsa, comodamente seduta nel mio ufficio, mentre un folle in Norvegia compiva una strage di cui ancora oggi nessuno ha capito il motivo. E’ piu’ semplice dire che era pazzo, cosi’ si risolve tutto. Come se la pazzia fosse una giustificazione sufficiente, come se la pazzia interrompesse qualsiasi giudizio sulla persona che ne e’ affetta: “Ha fatto una strage: era malato di mente”. Ahhhhh…ecco perche’…..be’ allora e’ tutto a posto, cosa ci preoccupiamo a fare? Non e’ mica un killer con motivazioni serie e lucide, non e’ una persona seria, e’ un pazzo.

Ma pensate che quelli che uccidono con moventi specifici, siano persone a posto? Per me il fatto stesso di uccidere presuppone da parte di chi commette il reato una non piena facolta’ mentale….chi uccide e’ (a parte i casi di legittima difesa o durante un conflitto armato di un certo rilievo, dove queste considerazioni vanno ponderate) una persona meschina, cattiva, piccola e….pazza. Lo sono tutti, sia quelli che compiono stragi sia quelli che ammazzano solo un individuo. Chi ha ucciso Sara Scazzi, Yara Gambirasio, Melania Rea e altre vittime qui o in giro per il mondo, non e’ meno pazzo di chi ha compiuto la strage di Oslo.

Ma il punto di questo mio post non e’ determinare se gli assassini siano in grado di intendere o di volere, bensi’ di rimarcare che al resto della piccola umanita’, queste stragi sfiorano appena le coscienze. L’omicidio di Yara o la strage di Oslo ci colpiscono, certo. Ci fermiamo un momento a contemplare nel dolore quello che e’ successo. Poi ripartiamo, ma quella tragedia si sbiadisce nella nostra memoria, rimane come un brutto ricordo, una brutta pagina di cronaca a cui forse ci siamo abituati. La strage dell’11 settembre ha forse lasciato qualche strascico in piu’, ma poi la piccola umanita’ e’ ripartita. E da una parte e’ giusto cosi’, the show must go on. Ma la coscienza non dovrebbe mai dimenticare. Tutto quello che accade nel mondo dovrebbe fare parte del nostro quotidiano. La nostra vita dovrebbe essere piu’ partecipe a quello che accade anche oltre la nostra staccionata fisica e mentale. Tutti pensano al loro piccolo orto e non si curano del resto del mondo perche’ pensano che a loro non interessi. E invece dovrebbe interessare, eccome.

Domani un altro pazzo potrebbe alzarsi e fare un’altra strage. Perche’ e’ pazzo? Perche’ ce l’ha con i suoi simili? Perche’ la gente commette omicidi per futili motivi?Esistono, per caso, dei motivi validi?Sono dell’opinione che la vita non va tolta per nessun motivo, mai.

Domani, o gia’ oggi, al governo continueranno a fare cavolate, a fregarsene dei cittadini e a trovare il modo di stare attaccati alla poltrona il piu’ a lungo possibile, senza curarsi del bene pubblico. Ma a noi, a quanto pare, non importa. Non importa finche’ non ci tocca da vicino, come la ricerca del lavoro. Allora ci  degnamo di capire che stanno combinando a Roma, ma dovessero mai risolvere il problema, o dovessimo per caso noi trovare il lavoro giusto, allora ricomincieremmo a fregarcene, perche’ in fondo dei Bunga Bunga o dei ministeri a Monza, delle raccomandazioni e dello schifo in generale a noi non ce ne frega niente, se non ci tocca davvero da vicino.

L’altra volta leggevo di un adolescente che ha tolto la vita alla fidanzata per una scommessa: l’amico gli avrebbe offerto la colazione se lui avesse assassinato la sua ragazza. Anche quel ragazzo e’ malato di mente, certo. Perche’? E’ solo colpa della famiglia che non lo ha saputo crescere ed educare, o delle cattive compagnie o del suo Dna “difettoso”? O di tutte queste cose insieme? Non si sapra’ mai. Perche’ a noi in fondo non interessa. Noi abbiamo il bambino da andare a prendere, la cena da preparare per gli ospiti, dobbiamo capire se e’ meglio comprare un diesel o benzina perche’ spendiamo troppo o se e’ meglio pagare un mutuo o andare in affitto. Che ce frega se ad Oslo si sparano? Io devo mandare un comunicato entro le dodici, per me possono buttare giu’ anche la torre di Pisa, non ho tempo da perdere. Poi se succede mi dispiace, e se ci scappa il morto mi dispiace di piu’. Ma che ci posso fare io, piccola vivente di questo mondo troppo immenso perche’ io lo capisca? Meglio lavorare tutta la vita, stare a testa bassa e girarsi dall’ altra parte quando vediamo qualcosa di troppo sconvolgente che interrompe per un attimo la nostra sicura routine quotidiana. Io, voi, in fondo, cosa possiamo farci? Che ci frega?

Ci frega invece, eccome. Il mondo e’ mio, tuo, loro. E’ di tutti e ne dovremmo essere tutti responsabili. Ma la nostra piccola vita rischia di mandare tutto in malora, di generare piccoli e grandi mostri che compiranno piccole e grandi stragi di cui noi piccoli esseri rimarremo, per un breve periodo, sconvolti.

E’ questo il senso dell’esistenza? Dobbiamo limitarci a vivere tutta la vita nella nostra tranquilla routine, senza provare ad andare oltre, senza vedere cosa c’e’ davvero oltre il nostro limitato orizzonte?

Mi viene in mente il verso di una canzone che John Lennon scrisse a suo figlio Sean, “Beautiful Boy”:

Prima di attraversare la strada, prendi la mia mano…perche’ la vita e’ quello che ti succede mentre tu sei impegnato a fare altri progetti

Paestum

Oggi voglio parlarvi di un posto che mi sta molto a cuore, Paestum.

 

 

Ecco...Paestum non è proprio così,cioè non ha solo reperti archeologici...ma è l'unica immagine che ho trovato...

Ognuno nella propria vita ha un posto in cui ha passato molto tempo, anni e anni, estati, vacanze, e poi l’ha lasciato, perchè faceva parte di un capitolo ormai chiuso. Eppur tuttavia continua a mantenerlo vivo in un angolino della propria anima.

Per me quel posto magico è Paestum, a dir la verità è solo una città di mare come ce ne sono tante in Campania, non particolarmente bella o interessante, il massimo che si può fare è andare al minigolf, oppure pattinare con i roller e mangiare un gelato.

However, lì ci ho passato quasi dieci anni, dieci estati passate a giocare con le mie cugine, i miei parenti, gli zii, e gli amici del posto. I nostri vicini di casa, il bagnino Tonino (che probabilmente è ancora lì), l’edicola dove ogni mercoledì compravo il topolino, la  pineta da attraversare ogni giorno per andare in spiaggia, la passeggiata dalla casa al mare fatta tutti insieme, come una grande famiglia allargata, io,  mio fratello, papà e mamma, le mie cugine, i miei zii, e amici.

Le mie cugine che ogni giorno venivano a svegliarci verso le nove e per farci alzare dal letto ci facevano solletico ai piedi.

Le uscite a mare alle 4 del mattino per andare con Zio Mimmo e Papà a pescare utilizzando un barattolo e del grana padano. Una volta abbiamo preso così tanti granchi che ci abbiamo mangiato in più di dieci!

I mondiali, gli europei, con il signore vicino a casa nostra che appendeva una bandiera gigante sul palo della luce, le feste dedicate alla Madonna del Carmine, con i fuochi d’artificio che li facevano proprio nel campo di angurie di fianco a casa nostra, e avevamo una vista splendida.

La pista di pattinaggio dove ho imparato a pattinare con i roller, i gelati, la sala giochi, e addirittura anche la discoteca (embè..).

I mercatini, il mare che era uno schifo ma a me-bimba piaceva tanto, perchè quando si è bimbi non ce ne frega di avere il mare delle maldive, ma l’importante era stare in acqua con gli amici.
Quando c’erano i cavalloni eravamo sempre lì, bellissimo, io con il mio perenne salvagente e braccioli (contemporaneamente XD) a forma di drago verde.

I castelli di sabbia, la ricerca dei vermicelli di mare (non chiedetemi perchè O.o ) e degli scarafaggini neri nella sabbia (ai tempi non ero schizzinosa!XD) per giocarci e fargli fare numeri da circo.

le buche profondissime fino a trovare l’acqua, mio fratello che giocava a beach volley, le camminate sulla spiaggia fino quasi ad agropoli.

Le serate danzati del Lido California, noiosissime, ma noi trovavamo sempre qualcosa da fare. I gelati, ghiaccioli, il biliardino, i giochi, la sabbia.

Al ritorno dalla spiaggia c’era sempre un negozio che vendeva pesce talmente fresco che le vongole le vedevi ancora vive nell’acqua dentro al sacchetto, e io rimanevo affascinata dalla linguetta che usciva!

I pomeriggi in cui non capivo proprio perchè tutti volevano dormire, mentre io volevo giocare, i compiti delle vacanze con le mie cugine, con quei libri che se li vedo ora mi commuovo, la terribile parte dedicata a matematica, che mi terrorizzava, e la parte di geometrica che sistematicamente SALTAVO XD e ogni anno mi presentavo senza aver fatto nulla, semplicemente perchè non capivo nulla. I balletti fatti con le mie cugine nel giardinetto sotto casa.

Le cene fuori sulla terrazza, con davanti gli alberi, gli stessi che io e teo utilizzavamo per arrampicarci per raggiungere la terrazza, e mamma che ci sgridava sempre.  =D

Le serate passate tutti insieme a guardare l’unica tv disponibile in 2 palazzine XD i mondiali di calcio, le urla, i semi di girasole che mangiavo in quantità immense,  mio padre seduto sulla sedia a leggere il giornale, mia mamma sul letto a riposare.

E la notte, come si dormiva bene…

Domani tornerò in quel posto dove ho passato ben 9 estati.

Non voglio sostituire i miei ricordi con quelli di questa nuova e più attuale vacanza, perchè sarebbe impossibile rimpiazzare memorie così preziose e così incastonate nella mia mente e nella mia anima.

Quella città è la mia infanzia, e tutto rimarrà sempre legato ad essa: la casa, le cose da fare, le mie cugine.

Spesso mi rendo conto di essere stata davvero fortunata, perchè penso sia normale avere dei luoghi del cuore così importanti, ma in realtà non è sempre così…molte persone hanno visto tantissimi posti da piccoli, sempre diversi, e a loro va bene così, piace così.

Io preferisco aver visitato solo Paestum da piccola, ma avere un posto speciale nel mio cuore che rispecchia completamente l’idea di infanzia che possiedo.

Spero di poter dare ai miei figli la stessa opportunità, e se non ci saranno i cugini, spero che ci saranno degli amici che ci seguiranno per molti anni nelle nostre vacanze.

Quello che sento io per un’anonima città come Paestum,  è un privilegio che solo genitori attenti possono dare.

Grazie mille, mamma e papà.

Un saluto,

Gogo Yubari

Trascinata dalle onde

Oggi c’è stato un momento in cui mi sono buttata veramente giù, arrivata in una città semisconosciuta mi sono ritrovata con un bel BIDONE da parte dell’agenzia che mi dovrebbe cercare casa, e che gentilmente mi ha detto che non ne ha al momento! Abbbene! E allora che cavolo mi hai dato appuntamento? mah!

 

ho girovagato per la città, mi sono pure persa, ma alla fine ho trovato un’agenzia che ha delle case da farmi vedere domani, speriamo bene. Aggiornerò il mio blog se e quando avrò affittato la casa.

è incredibile come la nostra mente riesca a influenzare i nostri occhi.

Oggi, nel bel mezzo del momento down, ho pensato che la città non mi piace, non la conosco, non conosco nessuno, l’uni non mi piace, tutto mi fa schifo, schifo schifo schifo, voglio tornare a casa, comincio a lavorare (e sarebbe anche ora), passo qualche mese in giappone e poi cerco lavoro, non mi iscrivo più all’uni, che la vita in una città di cacca come questa non la voglio fare, nemmeno per due giorni! figurarsi un anno!

Sinceramente, non so nemmeno io perchè sto per addentrarmi in questa esperienza della specialistica in UK… è tutto troppo complicato, troppo difficile, io già mi immagino sola, sola soletta, desolata, con il mio pentolino T,T a cucinare una cosa semplice e senza giuoia T.T ok, ora sto esagerando… o forse no?

inizio a pensare “ma chi diavolo me l’ha detto di farlo”, insomma c’è gente che trova lavori molto belli anche senza una specialistica all’estero!!

Ma io sono sempre la solita sboroooooona! >.< mi odio!

e poi, che cazzo di tempo c’è! sembra Crema a Novembre! e ho detto tutto! O.O

E se decido di prendere una brutta casa? e se mi trovo male?e se non studio e vado male?

O.O

ma signur…ci sono così tante belle specialistiche in Italia..

ora come ora mi faccio trascinare dall’onda.. non ci penso..farò in modo di trovarmi casualmente qui a Leeds per l’inizio delle lezioni…e che qualcuno lassù me la mandi buona..

 

per ora, sono tremendamente negativa, avrei tanto voluto qualcuno vicino in questi giorni, non avrei mai immaginato che una persona a fianco fosse così rilevante.

ste cose da sola sono difficili da fare…soprattutto se è la prima volta.

 

 

sogni d’oro

 

Gogo

Da sola per la prima volta

Non riesco a dormire… tra una settimana vado a firmare il contratto che mi permetterà di avere una casetta carina carina in UK, nella città dove andrò a studiare per il prossimo anno una meravigliosa specialistica in Japanese Business.

 

Tuttavia, non riesco a dormire, sono preoccupata perchè ho deciso che vivrò da sola.

Tutti mi dicono di condividere la casa, e do ragione a tutti loro, sfortunatamente ho alcuni seri problemi che non mi permettono la condivisione, o meglio, io per il bene della società studentesca decido di non condividere alcunché con nessuno, per la loro salute mentale e notturna.

Ho paura perchè non ho mai vissuto da sola, ho paura del buio, di notte mi immagino fantasmi, spiriti, ladri…aiuto! :S

Di notte divento una bambina di 5 anni con la paura di tutto, e che vorrebbe solo suo papà a fianco.

Eppure io stessa ho deciso consapevolmente di vivere da sola, perchè a 23 anni non si può essere così infantili, devo superare queste paure, e questo è l’unico modo che conosco. Mi ci butto a capofitto: o impazzisco e mi rinchiudono in un manicomio, oppure imparo a convivere con le mie paure e le tengo sotto controllo.

Spero solo di trovarmi bene…ora non è più la solitudine che mi spaventa, è la notte.

Dormire da sola…ossignur…aiutami tu.. =.= per il primo mese dormirò con la luce accesa, già lo so. :S

Comunque cerco di migliorare la situazione: sto cercando un appartamento non al piano terra, in una zona bella e affollata, così da non sentirmi sola e abbandonata, e in modo da diminuire la possibilità di avere ladri in casa.

Non so se cambiare il titolo di questo blog, oppure di aprirne uno nuovo..dedicato alla mia avventura in UK per un anno…

 

mmmmm

 

ci penserò su, sono molto tradizionalista, odio cambiare soprattutto odio cambiare i titoli del mio blog. e poi è così bello, la casa delle foglie blu, ci sono sentimentalmente legata.

 

mmmm

 

ci penserò su

 

 

sogni d’oro

 

 

la vostra Gogo

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