La Vita Segreta Delle Donne.

Cara casa mia, con le foglie blu.

Sei diventata ormai il luogo delle mie confidenze molto personali, ma continuo a lasciarti libera e pubblica, per permettere a ciò che scrivo di svolazzare in tranquillità verso menti migliori.

Oggi vorrei parlarti dell’essere Donna.

Purtroppo nella mia vita c’è stato un periodo piuttosto lungo in cui avevo un forte pensiero negativo nei confronti dell’essere donna, e delle donne in generale.

Vedevo solo problemi, troppi casini, e complice qualche litigio con il mondo maschile che ha decisamente offeso quello femminile, ho iniziato ad avere delle remore nei confronti del pianeta Venere.

Vedevo problemi di ogni tipo, fisici e mentali, che non riuscivo a risolvere, e che puntualmente qualcuno mi indicava come inesistenti nell’essere maschile.

è stato un periodo difficile, ma penso di esserne uscita. Come, non lo so, ora però ho il problema opposto. Disprezzo il mondo maschile, non totalmente, non completamente, ma lo vedo insulso, privo di spunti e di vera intelligenza.

Ho iniziato a difendere me stessa e il mio essere femmina, ho iniziato a dire “NO FORSE NON SONO IO LO SBAGLIO”, forse io ho delle qualità che gli uomini non possono avere. Forse sono meglio di quello che pensavo. Forse proprio quello che indicavo (e che alcuni maschi indicano) come domande sciocche e inutili, problemi futili nati da menti deboli, sono ciò che rende noi donne così forti, così fantastiche, così speciali nel mondo naturale.

Ho incominciato a vedere in maniera positiva il fatto che siamo generatrici di vita. E questo comporta una netta differenza verso gli uomini. Ma non solo.

Noi siamo esseri profondi, e forse anche superiori. E non sto parlando di superiorità fisica (che ovviamente è dei maschi), o chissà quant’altro è nel primato maschile, ma sto parlando di PRIORITà naturale e biologica.

Il nostro corpo ci lega indissolubilmente alla natura e al cosmo, con cui siamo costrette prima o poi a farci i conti. Noi arriviamo a dei pensieri, delle emozioni, che gli uomini non riescono nemmeno a immaginare e percepire, per questo non sanno come aiutarci.

Ma in fondo, siamo solo una contro parte. Cosa siamo noi donne senza il nostro rapporto con gli uomini?

Prima stavo ascoltando una canzone, prima, quando ancora pensavo di poter andare dormire mezz’ora fa. 🙂

La canzone in questione è di Mia Martini, Gli Uomini Non Cambiano.

è curioso riconoscere che una delle canzoni che rispecchia maggiormente l’animo femminile, parli di uomini per tutto il tempo. Eppure il testo tocca molti punti cardinali nella vita di una donna.

Il rapporto con il padre, che forse per la cantante non è stato il massimo, ma per me è ancora oggi fonte di gioia e amore infinito. Un amore etereo, che non può essere paragonato all’amore terreno e fisico, ma è un amore, che mi lega a mio padre, che va oltre la mente e ci collega con il centro del cosmo, da dove tutto nasce e ritorna.

Il primo ragazzo, il primo “amore”, e il primo rapporto sessuale, che ancora, forse per la cantante non è stato perfetto, ma non bisogna usare la canzone per generalizzare in modo ignorante. Questo è un altro punto importante, che gli uomini non capiranno mai mai e poi mai. Non comprenderanno mai cosa vi è dietro al nostro amore terreno, fisico e mentale per il nostro ragazzo. Forse, chissà, è una cosa che i maschi provano, ma non sanno di sentirlo. Probabilmente lo ignorano e lo chiamano solo “amore”.

Il rapporto con gli uomini nell’età adulta, i litigi, le delusioni, che tuttavia servono perchè come dice la canzone noi diventiamo ancora più forti. Che gli uomini siano stati messi su questa Terra per farci diventare donne  e persone migliori?  Per spingerci a chiederci il perchè di molte cose, andare a fondo di alcune questioni, che altrimenti non salterebbero mai fuori. Se non fosse per noi…

Se non fosse per noi. La frase del millennio.

Se non fosse per noi donne, probabilmente gli uomini vagherebbero nel mondo accontentandosi di soddisfare gli istinti primari, certo, vivendo in case moderne e con auto di lusso, ma chissà…forse finirebbe tutto lì.

Se non fosse per noi donne, probabilmente gli uomini sarebbero ancor più superficiali di quanto già non siano.

Se non fosse per noi donne……

forse non esisterebbe quell’amore puro, sincero, naturale, ultra terreno, dell’amore della mamma verso il proprio figlio. Un amore diverso da quello che prova l’uomo, seppur quest’ultimo sia sicuramente forte e pieno di sentimento.

Che le donne siano nate per soffrire è un dato di fatto, è nella nostra indole, nella nostra natura, e bisogna accettarlo e soprattutto capirlo. Perchè noi non ci accontentiamo, noi vogliamo sempre di più, non tanto da ciò che ci arriva dal mondo esterno, ma da dentro di noi, per noi stesse, noi vogliamo sempre qualcosa di meglio. Cerchiamo avventure, cerchiamo complicazioni, perchè più la nostra mente è attiva e intelligente e fresca, e più sappiamo come lavorare per creare un animo migliore dentro di noi.

Noi siamo temerarie.
Esplosive.
Creative.
E assolutamente, e incredibilmente, piene di energia naturale. Noi la condividiamo con il cosmo, è il nostro regalo datoci da quell’energia che regola ogni cosa. E Noi siamo così fortunate da averne un pezzo.

Io non odio gli uomini anzi, è che mi scopro di ritenerli naturalmente inferiori. Mi spiace.

ed è per questo motivo che spesso mi sento dare della “Maschilista”

siccome riconosco la nostra superiorità naturale, riconosco anche (e moltissimo) la superiorità dell’uomo nel mondo meramente terreno.

L’uomo è fatto per lavorare, la donna per la famiglia.

L’uomo è fatto per provare sforzi fisici maggiori della donna.

L’uomo è fatto per avere un animo più forte e deciso e difficilmente malleabile, rispetto  a quello di una donna.

L’uomo è come la montagna, fiera e imponente, da essa si generano fiumi, laghi, posso nascere dei boschi, ci vivono gli animali e vi è vita.

Ma la donna è il sole, che scalda ogni cosa e permette la NASCITA del mondo.

E con questo mi congedo,

un bacio

Maria Laura

Uomini, ma voi cosa pensate VERAMENTE delle Donne?

Cari uomini, maschietti che popolate la mia lista di amici su fb, oppure semplici avventori del mio modestissimo blog,

ieri sera nel bel mezzo di una discussione con un maschietto anche abbastanza cresciutello, in cui si parlava del ruolo della donna, mi sono posta una domanda.

Ma voi, avete stima delle donne?

Le rispettate? Per cosa? Non le rispettate? Per quali altre cose?

E non rispondete solo in modo positivo, si sa, noi femminucce perfette non siamo!Qualche difetto (giusto uno o due) è insito nella nostra natura.

 

Troppe volte ho sentito uomini/ragazzi parlare male, molto male, delle donne/ragazze.

Qualcuno di voi può chiarirmi bene il vostro pensiero circa l’universo femminile?

Siamo davvero senza speranza?

Siamo davvero rompiballe?

Siamo davvero più intelligenti? (come dicono in molti)

Siamo davvero piene di problemi inutili? (come dicono in molti)

 

 

 

Fatevi avanti 🙂 HO VOGLIA DI SAPERE!

 

La Vostra Gogo Yubari

Comprendi la Paura, non tentare di liberartene.

Ogni volta che mi vedo allo specchio mi vedo più vecchia.

Ogni volta che mi vedo allo specchio mi ammiro, perchè so che non potrò più vedermi così giovane.

Si invecchia ogni secondo, e questo una donna lo capisce molto più velocemente degli uomini, che a sessant’anni PUFF di colpo si trovano in crisi e si comprano auto sportive, a volte c’è un divorzio, a volte si trovano un’amante giovane e sbarazzina, un accessorio simbolo di realizzazione personale.

Le donne invece lo sanno già dai 21 anni, e ci soffrono già da 22.

Noto piccole cose che cambiano di giorno in giorno, una volta è la rughettina, un’altra volta il tallone (si avete letto bene, il tallone del piede) altre volte il capello bianco, sventura che ancora non mi ha colpita, avendo dei capelli chiari faccio fatica a notarli.

Quando mi guardo allo specchio ammiro la mia giovinezza, la pelle liscia, i capelli belli e lucenti e del mio colore naturale.
Cerco di apprezzarmi come posso, anche se dentro di me SO che non mi vedrò più giovane di così.

E penso a mia mamma, che mentre io diventavo giovane e bella, fiorivo in una fresca ragazza, lei invecchiava, notava le rughe, il capello bianco, la pelle non più così elastica.

E penso a mio padre, che da sempre di queste cose se ne sbatte altamente.

E mi rendo conto di invecchiare anch’io, e cerco di capire se sto utilizzando il tempo che mi è stato concesso nella maniera che ritengo migliore.

Penso di perdere un sacco di tempo, e un sacco di occasioni. Probabilmente a sessant’anni avrò quella forza e vitalità che mi manca in questo momento e farò tutto quello che ho accuratamente evitato negli anni “in fiore”.
Già mi vedo con la mia bella panda 4×4 verde acido andare a fare bungee jumping!

E penso che anch’io se avrò una figlia, la vedrò crescere e diventare sempre più bella, e io, con il mio capello bianco, che ben presto sarà unito a molti altri nello stesso destino, qualche acciacco alla schiena…

E mi chiedo “come fanno i miei genitori a stare così tranquilli? come faceva mia nonna, così vecchia e rugosa, a stare così tranquilla?” io a sapere di essere così vicina alla fine della mia vita urlerei per strada correndo a zig zag agitando le braccia!

Forse è così  che funziona, forse a 20 ci si preoccupa di cose che a 60 o 70 , dopo tutte le esperienze della vita, saranno considerate con calma e fermezza.

A volte, per evitare di impazzire, penso al ciclo della vita.

Si nasce, si vive, si fanno figli, li si cresce, si muore.

E a fare tutto questo dovremmo addirittura ritenerci fortunati, perchè c’è gente che non arriva nemmeno al terzo stadio.

La storia di Dio che ci guarda dall’alto, con il paradiso, gli angeli, i santi, non mi convince e soprattutto non mi dà sollievo e risposta nel cercare il senso di questa strana vita.

Il paradiso? e dove sarebbe? Sulle nuvole? Con una bella macchinetta del caffè Lavazza?

E poi? che diavolo (ops, scusate) si fa per…per…per quanti anni si rimane là? a bere caffè?

Tutte balle, tutte balle.

E anche se fosse tutto vero, ciò non mi conforta e non dà spiegazioni quindi ESIGO una risposta diversa a tutto questo discorso!

Fu in questo modo, ponendomi queste domande, che mi avvicinai ad una visione della vita, del mondo, del cosmo, molto diversa.

CRISTIANESIMO Vs GOGO YUBARI:

Punto 1) : il cristianesimo non spiega da dove arriviamo ma solo dove andiamo, e quel posto, il paradiso, non è nemmeno ben definito.

Punto 2) : il cristianesimo ci fa nascere già peccatori, e che cazz…manco il tempo di fare una stronzata che subito ho bisogno del battesimo.

Punto 3) : Dio, Gesù, santi, baggianate.

 

Io invece, mi dò delle risposte abbastanza esaustive, che mi danno speranza, e calmano queste mie domande.

Da quel poco che so, e ne so davvero una quantità infinitesimale, noi siamo ENERGIA.

L’energia si può consatare: siamo noi, il nostro pensiero, la nostra anima, cioè che ci distingue dagli animali governati solo dall’istinto, ciò che ci da il carattere, temperamento, e ci fa fare decisioni, che ci fa provare emozioni, che piega il corpo alla somatizzazione, perchè il cuore ci batte all’impazzata per Brad Pitt e non per Tom Cruise? e perchè per la mia amica è il contrario?eppure siamo fatte della stessa carne, ossa, naturalmente uguali.

L’energia è ciò che ci differenzia.

è la stessa energia che ha scatenato tutto questo, che ha creato il mondo e l’universo, noi siamo parte del cosmo perchè nasciamo da esso. E quando moriamo ritorniamo ad essere energia, noi non siamo più noi, perdiamo il nostro corpo, ci liberiamo dei meccanismi del cervello, e ritorniamo pura e semplice energia.

E poi, udite udite, io credo fermamente nella reincarnazione.

Alt, fermi, io non penso a quel tipo di reincarnazione dove la gente si può ricordare emozioni di vite precedenti, baggianate anche quelle.

Non pensiamola a livello fisico, pensiamola più in grande.

Non ci sono vite per l’energia che ci compone, ne esiste una sola, e tanti diversi corpi e mezzi dove viverla.

è per questo che l’uomo è così legato e dipendente dalla natura, è nato da essa, e morirà se morrà anche lei.

Noi siamo la natura, e come un fiore sboccia di primavera, muore d’inverno, l’anno dopo rinascerà in primavera e morrà d’inverno.

E quando una persona cara muore, anche se è ovvio sentire la sua mancanza fisica, lui o lei vivrà per sempre perchè la sua energia è l’amore che proviamo per lui.

Ma io parlo di quell’amore etereo, innaturale, profondo, che nessuno può spiegare.

L’energia è quell’amore, e io sono felice a sapere che tutto è nato e dipende da esso.

 

Questa è una spiegazione che mi aggrada, e mi consente di sentirmi qualcosa di più di un semplice essere umano che dovrebbe avere paura di una divinità cattiva (??) che ti giudicherà e ti manderà in paradiso dalla Lavazza o all’inferno con la Kimbo (a proposito, io bevo Kimbo).

Quella divinità non ci aiuterà nei momenti bui, nella morte dei cari, ma sarà la nostra forza, le nostre convinzioni, i nostri cari con il loro amore, a guarire le ferite.

Quella divinità non ci aiuterà nemmeno nei momenti vincenti, positivi, lucenti, pieni di gioia, che derivano da noi, da noi, solo da noi e dalle buone e giuste azioni che compiamo ogni giorno, circondandoci di persone che ci amano.

Questo discorso mi aiuta a non sentire quel senso di colpa che penso sia insito in ogni buon cristiano che è andato a catechismo, e mi fa sentire libera di poter fare della mia vita quello che penso sia giusto per me.

 

E con questo ho finito,

 

Gogo Yubari

Mentre tutto scorre. Un articolo che fa riflettere.

Questo post non lo scrivo io, ma una ragazza molto intelligente che si fa chiamare qui su WordPress La Maga di Oz.

Prego, a lei la parola.

 

 

Mentre il Governo litiga con il Quirinale per il trasferimento dei Ministeri al nord, mentre il Brunetta insulta occupati e disoccupati, mentre  il mondo si interroga se il pluriomicida di Oslo sia per caso un folle e la Norvegia inizia a pensare che forse il suo suo sistema giudiziario fa un attimino pena…mentre la Grecia rischia la bancarotta e l’Europa non sa che fare…mentre Obama comincia a ripensare al suo Yes We Can, in un Maybe we can or maybe (and more likely) we cannot and I’m sorry for that…bè….mentre tutto questo accade, io rimango come immobile. E forse non sono l’unica.

Mi vedo ferma, mentre tutto questo scorre verso di me, mi sovrasta e mi supera. Mi sento impotente o forse scelgo di esserlo. E’ come se gli eventi che affliggono il resto del mondo fossero solo un film, uno spettacolo a cui assisto passivamente e se mi annoia non faccio altro che cambiare canale, spegnere la tv o la radio, digitare un nuovo indirizzo sulla barra di Internet.

Non riesco a vivere quegli eventi come se fossero reali. Mi ci trovo semplicemente in mezzo e non mi sento toccata come dovrei. Mi fa giusto ridere il Governo che litiga con Napolitano per i Ministeri da mettere al Nord…come se agli elettori sapere che ruberanno anche nel nord Italia invece che limitarsi a Roma potesse fare la differenza…o potesse migliorare le cose. E mi fa altrettanto ridere il piccolo Brunetta che si sta scavando la fossa da sola a furia di dare del cretino a chiunqui provi a contraddirlo. Oppure inorridisco certamente al massacro di Oslo, ma e’ uno stupore momentaneo. Poi, come sempre, passa tutto.

Quella che descrivo penso sia la condizione umana generale. Mentre la vita scorre, noi ci occupiamo solo del nostro piccolo mondo e non ci curiamo davvero, se non in lontananza, di quello che accade al di fuori della nostra cerchia, al di fuori del nostro piccolo limite. Ci alziamo al mattino, andiamo a lavorare, pranziamo con i colleghi o da soli, torniamo a lavorare nel resto del pomeriggio, poi andiamo a casa. Un boccone davanti alla tv, magari un salto in palestra o un’uscita saltuaria infra settimanale. Poi arriva il week end dove di solito si fanno le cose che non si fanno durante il resto della settimana. Ognuno riempe questo vuoto come crede e come piu’ gli aggrada. E poi, ricomincia tutto.

Mentre siamo avvolti in questo vortice, la’ fuori la Storia si compie. Siamo pedine consapevoli (si, consapevoli) di un disegno che si compie anche senza il nostro consenso. Siamo in questo flusso quotidiano e non ci accorgiamo e non abbiamo tempo per accorgerci che intanto la vita scorre, va via, ci sfugge dal controllo mentre tentiamo di salire sull’autobus che ci portera’ a lavoro, entriamo in una riunione, ci spacchiamo la testa per problemi quotidiani come chi va a prendere il bambino a scuola, quanta carne comprare per gli ospiti a cena, come pagare le bollette, litighiamo su quale film andare a vedere, quale modello di macchina comprare, se accendere un mutuo o pagare un affitto…

Ci struggiamo per decidere se e ‘ meglio il diesel o la benzina, se stasera ci va la pizza o e’ meglio stare leggeri, se andare al mare o in montagna…ci struggiamio per problemi piccoli, che magari non sono neanche problemi veri ma ci assorbono completamente e spesso ci troviamo a perdere le giornate dietro a queste stronzate.

Io ho perso tutto il giorno a capire come scrivere un comunicato stampa la settimana scorsa, comodamente seduta nel mio ufficio, mentre un folle in Norvegia compiva una strage di cui ancora oggi nessuno ha capito il motivo. E’ piu’ semplice dire che era pazzo, cosi’ si risolve tutto. Come se la pazzia fosse una giustificazione sufficiente, come se la pazzia interrompesse qualsiasi giudizio sulla persona che ne e’ affetta: “Ha fatto una strage: era malato di mente”. Ahhhhh…ecco perche’…..be’ allora e’ tutto a posto, cosa ci preoccupiamo a fare? Non e’ mica un killer con motivazioni serie e lucide, non e’ una persona seria, e’ un pazzo.

Ma pensate che quelli che uccidono con moventi specifici, siano persone a posto? Per me il fatto stesso di uccidere presuppone da parte di chi commette il reato una non piena facolta’ mentale….chi uccide e’ (a parte i casi di legittima difesa o durante un conflitto armato di un certo rilievo, dove queste considerazioni vanno ponderate) una persona meschina, cattiva, piccola e….pazza. Lo sono tutti, sia quelli che compiono stragi sia quelli che ammazzano solo un individuo. Chi ha ucciso Sara Scazzi, Yara Gambirasio, Melania Rea e altre vittime qui o in giro per il mondo, non e’ meno pazzo di chi ha compiuto la strage di Oslo.

Ma il punto di questo mio post non e’ determinare se gli assassini siano in grado di intendere o di volere, bensi’ di rimarcare che al resto della piccola umanita’, queste stragi sfiorano appena le coscienze. L’omicidio di Yara o la strage di Oslo ci colpiscono, certo. Ci fermiamo un momento a contemplare nel dolore quello che e’ successo. Poi ripartiamo, ma quella tragedia si sbiadisce nella nostra memoria, rimane come un brutto ricordo, una brutta pagina di cronaca a cui forse ci siamo abituati. La strage dell’11 settembre ha forse lasciato qualche strascico in piu’, ma poi la piccola umanita’ e’ ripartita. E da una parte e’ giusto cosi’, the show must go on. Ma la coscienza non dovrebbe mai dimenticare. Tutto quello che accade nel mondo dovrebbe fare parte del nostro quotidiano. La nostra vita dovrebbe essere piu’ partecipe a quello che accade anche oltre la nostra staccionata fisica e mentale. Tutti pensano al loro piccolo orto e non si curano del resto del mondo perche’ pensano che a loro non interessi. E invece dovrebbe interessare, eccome.

Domani un altro pazzo potrebbe alzarsi e fare un’altra strage. Perche’ e’ pazzo? Perche’ ce l’ha con i suoi simili? Perche’ la gente commette omicidi per futili motivi?Esistono, per caso, dei motivi validi?Sono dell’opinione che la vita non va tolta per nessun motivo, mai.

Domani, o gia’ oggi, al governo continueranno a fare cavolate, a fregarsene dei cittadini e a trovare il modo di stare attaccati alla poltrona il piu’ a lungo possibile, senza curarsi del bene pubblico. Ma a noi, a quanto pare, non importa. Non importa finche’ non ci tocca da vicino, come la ricerca del lavoro. Allora ci  degnamo di capire che stanno combinando a Roma, ma dovessero mai risolvere il problema, o dovessimo per caso noi trovare il lavoro giusto, allora ricomincieremmo a fregarcene, perche’ in fondo dei Bunga Bunga o dei ministeri a Monza, delle raccomandazioni e dello schifo in generale a noi non ce ne frega niente, se non ci tocca davvero da vicino.

L’altra volta leggevo di un adolescente che ha tolto la vita alla fidanzata per una scommessa: l’amico gli avrebbe offerto la colazione se lui avesse assassinato la sua ragazza. Anche quel ragazzo e’ malato di mente, certo. Perche’? E’ solo colpa della famiglia che non lo ha saputo crescere ed educare, o delle cattive compagnie o del suo Dna “difettoso”? O di tutte queste cose insieme? Non si sapra’ mai. Perche’ a noi in fondo non interessa. Noi abbiamo il bambino da andare a prendere, la cena da preparare per gli ospiti, dobbiamo capire se e’ meglio comprare un diesel o benzina perche’ spendiamo troppo o se e’ meglio pagare un mutuo o andare in affitto. Che ce frega se ad Oslo si sparano? Io devo mandare un comunicato entro le dodici, per me possono buttare giu’ anche la torre di Pisa, non ho tempo da perdere. Poi se succede mi dispiace, e se ci scappa il morto mi dispiace di piu’. Ma che ci posso fare io, piccola vivente di questo mondo troppo immenso perche’ io lo capisca? Meglio lavorare tutta la vita, stare a testa bassa e girarsi dall’ altra parte quando vediamo qualcosa di troppo sconvolgente che interrompe per un attimo la nostra sicura routine quotidiana. Io, voi, in fondo, cosa possiamo farci? Che ci frega?

Ci frega invece, eccome. Il mondo e’ mio, tuo, loro. E’ di tutti e ne dovremmo essere tutti responsabili. Ma la nostra piccola vita rischia di mandare tutto in malora, di generare piccoli e grandi mostri che compiranno piccole e grandi stragi di cui noi piccoli esseri rimarremo, per un breve periodo, sconvolti.

E’ questo il senso dell’esistenza? Dobbiamo limitarci a vivere tutta la vita nella nostra tranquilla routine, senza provare ad andare oltre, senza vedere cosa c’e’ davvero oltre il nostro limitato orizzonte?

Mi viene in mente il verso di una canzone che John Lennon scrisse a suo figlio Sean, “Beautiful Boy”:

Prima di attraversare la strada, prendi la mia mano…perche’ la vita e’ quello che ti succede mentre tu sei impegnato a fare altri progetti

Paestum

Oggi voglio parlarvi di un posto che mi sta molto a cuore, Paestum.

 

 

Ecco...Paestum non è proprio così,cioè non ha solo reperti archeologici...ma è l'unica immagine che ho trovato...

Ognuno nella propria vita ha un posto in cui ha passato molto tempo, anni e anni, estati, vacanze, e poi l’ha lasciato, perchè faceva parte di un capitolo ormai chiuso. Eppur tuttavia continua a mantenerlo vivo in un angolino della propria anima.

Per me quel posto magico è Paestum, a dir la verità è solo una città di mare come ce ne sono tante in Campania, non particolarmente bella o interessante, il massimo che si può fare è andare al minigolf, oppure pattinare con i roller e mangiare un gelato.

However, lì ci ho passato quasi dieci anni, dieci estati passate a giocare con le mie cugine, i miei parenti, gli zii, e gli amici del posto. I nostri vicini di casa, il bagnino Tonino (che probabilmente è ancora lì), l’edicola dove ogni mercoledì compravo il topolino, la  pineta da attraversare ogni giorno per andare in spiaggia, la passeggiata dalla casa al mare fatta tutti insieme, come una grande famiglia allargata, io,  mio fratello, papà e mamma, le mie cugine, i miei zii, e amici.

Le mie cugine che ogni giorno venivano a svegliarci verso le nove e per farci alzare dal letto ci facevano solletico ai piedi.

Le uscite a mare alle 4 del mattino per andare con Zio Mimmo e Papà a pescare utilizzando un barattolo e del grana padano. Una volta abbiamo preso così tanti granchi che ci abbiamo mangiato in più di dieci!

I mondiali, gli europei, con il signore vicino a casa nostra che appendeva una bandiera gigante sul palo della luce, le feste dedicate alla Madonna del Carmine, con i fuochi d’artificio che li facevano proprio nel campo di angurie di fianco a casa nostra, e avevamo una vista splendida.

La pista di pattinaggio dove ho imparato a pattinare con i roller, i gelati, la sala giochi, e addirittura anche la discoteca (embè..).

I mercatini, il mare che era uno schifo ma a me-bimba piaceva tanto, perchè quando si è bimbi non ce ne frega di avere il mare delle maldive, ma l’importante era stare in acqua con gli amici.
Quando c’erano i cavalloni eravamo sempre lì, bellissimo, io con il mio perenne salvagente e braccioli (contemporaneamente XD) a forma di drago verde.

I castelli di sabbia, la ricerca dei vermicelli di mare (non chiedetemi perchè O.o ) e degli scarafaggini neri nella sabbia (ai tempi non ero schizzinosa!XD) per giocarci e fargli fare numeri da circo.

le buche profondissime fino a trovare l’acqua, mio fratello che giocava a beach volley, le camminate sulla spiaggia fino quasi ad agropoli.

Le serate danzati del Lido California, noiosissime, ma noi trovavamo sempre qualcosa da fare. I gelati, ghiaccioli, il biliardino, i giochi, la sabbia.

Al ritorno dalla spiaggia c’era sempre un negozio che vendeva pesce talmente fresco che le vongole le vedevi ancora vive nell’acqua dentro al sacchetto, e io rimanevo affascinata dalla linguetta che usciva!

I pomeriggi in cui non capivo proprio perchè tutti volevano dormire, mentre io volevo giocare, i compiti delle vacanze con le mie cugine, con quei libri che se li vedo ora mi commuovo, la terribile parte dedicata a matematica, che mi terrorizzava, e la parte di geometrica che sistematicamente SALTAVO XD e ogni anno mi presentavo senza aver fatto nulla, semplicemente perchè non capivo nulla. I balletti fatti con le mie cugine nel giardinetto sotto casa.

Le cene fuori sulla terrazza, con davanti gli alberi, gli stessi che io e teo utilizzavamo per arrampicarci per raggiungere la terrazza, e mamma che ci sgridava sempre.  =D

Le serate passate tutti insieme a guardare l’unica tv disponibile in 2 palazzine XD i mondiali di calcio, le urla, i semi di girasole che mangiavo in quantità immense,  mio padre seduto sulla sedia a leggere il giornale, mia mamma sul letto a riposare.

E la notte, come si dormiva bene…

Domani tornerò in quel posto dove ho passato ben 9 estati.

Non voglio sostituire i miei ricordi con quelli di questa nuova e più attuale vacanza, perchè sarebbe impossibile rimpiazzare memorie così preziose e così incastonate nella mia mente e nella mia anima.

Quella città è la mia infanzia, e tutto rimarrà sempre legato ad essa: la casa, le cose da fare, le mie cugine.

Spesso mi rendo conto di essere stata davvero fortunata, perchè penso sia normale avere dei luoghi del cuore così importanti, ma in realtà non è sempre così…molte persone hanno visto tantissimi posti da piccoli, sempre diversi, e a loro va bene così, piace così.

Io preferisco aver visitato solo Paestum da piccola, ma avere un posto speciale nel mio cuore che rispecchia completamente l’idea di infanzia che possiedo.

Spero di poter dare ai miei figli la stessa opportunità, e se non ci saranno i cugini, spero che ci saranno degli amici che ci seguiranno per molti anni nelle nostre vacanze.

Quello che sento io per un’anonima città come Paestum,  è un privilegio che solo genitori attenti possono dare.

Grazie mille, mamma e papà.

Un saluto,

Gogo Yubari

Trascinata dalle onde

Oggi c’è stato un momento in cui mi sono buttata veramente giù, arrivata in una città semisconosciuta mi sono ritrovata con un bel BIDONE da parte dell’agenzia che mi dovrebbe cercare casa, e che gentilmente mi ha detto che non ne ha al momento! Abbbene! E allora che cavolo mi hai dato appuntamento? mah!

 

ho girovagato per la città, mi sono pure persa, ma alla fine ho trovato un’agenzia che ha delle case da farmi vedere domani, speriamo bene. Aggiornerò il mio blog se e quando avrò affittato la casa.

è incredibile come la nostra mente riesca a influenzare i nostri occhi.

Oggi, nel bel mezzo del momento down, ho pensato che la città non mi piace, non la conosco, non conosco nessuno, l’uni non mi piace, tutto mi fa schifo, schifo schifo schifo, voglio tornare a casa, comincio a lavorare (e sarebbe anche ora), passo qualche mese in giappone e poi cerco lavoro, non mi iscrivo più all’uni, che la vita in una città di cacca come questa non la voglio fare, nemmeno per due giorni! figurarsi un anno!

Sinceramente, non so nemmeno io perchè sto per addentrarmi in questa esperienza della specialistica in UK… è tutto troppo complicato, troppo difficile, io già mi immagino sola, sola soletta, desolata, con il mio pentolino T,T a cucinare una cosa semplice e senza giuoia T.T ok, ora sto esagerando… o forse no?

inizio a pensare “ma chi diavolo me l’ha detto di farlo”, insomma c’è gente che trova lavori molto belli anche senza una specialistica all’estero!!

Ma io sono sempre la solita sboroooooona! >.< mi odio!

e poi, che cazzo di tempo c’è! sembra Crema a Novembre! e ho detto tutto! O.O

E se decido di prendere una brutta casa? e se mi trovo male?e se non studio e vado male?

O.O

ma signur…ci sono così tante belle specialistiche in Italia..

ora come ora mi faccio trascinare dall’onda.. non ci penso..farò in modo di trovarmi casualmente qui a Leeds per l’inizio delle lezioni…e che qualcuno lassù me la mandi buona..

 

per ora, sono tremendamente negativa, avrei tanto voluto qualcuno vicino in questi giorni, non avrei mai immaginato che una persona a fianco fosse così rilevante.

ste cose da sola sono difficili da fare…soprattutto se è la prima volta.

 

 

sogni d’oro

 

Gogo

Da sola per la prima volta

Non riesco a dormire… tra una settimana vado a firmare il contratto che mi permetterà di avere una casetta carina carina in UK, nella città dove andrò a studiare per il prossimo anno una meravigliosa specialistica in Japanese Business.

 

Tuttavia, non riesco a dormire, sono preoccupata perchè ho deciso che vivrò da sola.

Tutti mi dicono di condividere la casa, e do ragione a tutti loro, sfortunatamente ho alcuni seri problemi che non mi permettono la condivisione, o meglio, io per il bene della società studentesca decido di non condividere alcunché con nessuno, per la loro salute mentale e notturna.

Ho paura perchè non ho mai vissuto da sola, ho paura del buio, di notte mi immagino fantasmi, spiriti, ladri…aiuto! :S

Di notte divento una bambina di 5 anni con la paura di tutto, e che vorrebbe solo suo papà a fianco.

Eppure io stessa ho deciso consapevolmente di vivere da sola, perchè a 23 anni non si può essere così infantili, devo superare queste paure, e questo è l’unico modo che conosco. Mi ci butto a capofitto: o impazzisco e mi rinchiudono in un manicomio, oppure imparo a convivere con le mie paure e le tengo sotto controllo.

Spero solo di trovarmi bene…ora non è più la solitudine che mi spaventa, è la notte.

Dormire da sola…ossignur…aiutami tu.. =.= per il primo mese dormirò con la luce accesa, già lo so. :S

Comunque cerco di migliorare la situazione: sto cercando un appartamento non al piano terra, in una zona bella e affollata, così da non sentirmi sola e abbandonata, e in modo da diminuire la possibilità di avere ladri in casa.

Non so se cambiare il titolo di questo blog, oppure di aprirne uno nuovo..dedicato alla mia avventura in UK per un anno…

 

mmmmm

 

ci penserò su, sono molto tradizionalista, odio cambiare soprattutto odio cambiare i titoli del mio blog. e poi è così bello, la casa delle foglie blu, ci sono sentimentalmente legata.

 

mmmm

 

ci penserò su

 

 

sogni d’oro

 

 

la vostra Gogo

L’11 Settembre 2001

Ciao a tutti,

no, non sono impazzita. So esattamente che non siamo a settembre, non c’è nessuna commemorazione, ed è un avvenimento accaduto molto troppo tempo fa.

Eppure scrivo solo ora.

Da molti anni ormai mi interesso circa il presunto attacco terroristico agli Stati Uniti d’America avvenuto nel Settembre 2001, ho visto tutti (e quando dico tutti, sono davvero tutti) i film riguardanti il disastro. Ho visto tutti ( e quando dico tutti, sono davvero tutti) i documentari, spesso in lingua inglese (meno male che almeno i sottotitoli c’erano…in inglese, ma c’erano), cose che in Italia non sono (putroppo) mai arrivate. Ho visto ovviamente anche i documentari dell’altra “parte oscura della Luna” e cioè quelli dedicati al complottismo, per esempio Michael Moore, oppure altri docu che se vi dicessi il titolo stareste a fissarmi per tre ore con la faccia da pesce lesso chiedendomi “…ti guardi quelle robe?”

Si! Io mi guardo ANCHE quelle robe!

Fino a qualche anno fa, dopo aver visto sia i film e docu “del lato buono” (chiamiamoli così quelli che danno la colpa ai terroristi islamici e al nostro presumibilmente defunto Bin Laden), sia del “lato cattivo” i cosiddetti complottisti.

Non so se lo sapete, ma nella rete trovate moltissimi documentari in inglese nei quali si affermano varie ipotesi, a volte geniali, a volte davvero strambe e non degne di nota.

Oggi, dopo l’ennesimo documentario che mi sono letteralmente divorata, ho deciso di esprimere il mio pensiero a riguardo una volta per tutte. Tanto questo post lo leggono in poche persone, sono sicura che la CIA non avrà nulla di cui preoccuparsi dopo la mia pubblicazione. Giuro che se mi chiama la CIA a casa, faccio festa! Significa che il mio blog è importante a livello mondiale (ne dubito).

Io ormai da tempo sono estremamente convinta della NON esistenza di un attacco terroristico da parte degli islamici, e trovo tutta la spiegazione molto logica.

Il 26 Febbraio del 1993 ci fu un primo tentativo di attacco alle torri gemelle, che tuttavia fallì. (e meno male)

L’11 Settembre 2001 ci furono diversi “attacchi” sul suolo americano avvenuti quasi contemporaneamente.

Giuro che cercherò di farvela breve.

Prima di tutto, io sono estremamente convinta dell’esistenza degli aerei per quanto riguarda l’attacco al WORLD TRADE CENTER di NY, le foto ci sono, ci sono i testimoni oculari, ma soprattutto ci sono dei morti che testimoniano il tutto.

Su internet trovate dei cialtroni che affermano l’inesistenza di aerei, che sono stati posti al computer da parte delle reti di informazione americane.

Sì e No.

Ecco la mia versione.

1) Gli aerei ci sono stati, ma erano aerei pilotati dall’esterno, si può dire quasi dei missili. (per maggiori info…cercatevelo su internet!altrimenti sto post diventa troppo lungo)

2) I video utilizzati dalle reti di informazione sono davvero PESSIMI, non ci credo che da un giorno all’altro la qualità dei loro video e delle loro telecamere possa essersi abbassata così tanto. Oltre al fatto che i video spesso cambiano colore tra le diverse emittenti, ma soprattutto non hanno sfondo. Sono convinta dell’inserimento dell’immagine dell’aereo sullo sfondo, in realtà erano aerei-missili più piccoli di un Boeing 737.

3) Tutti i testimoni oculari chiamati in causa dai vari telegiornali,erano giornalisti dei tg stessi. Spesso chiamati proprio mentre in diretta vi era il secondo scontro con l’altra torre, non si sente nulla: un bum, un spatataff..

4) Varie questioni di fisica che sinceramente non so spiegare qui sul blog.

5) Stesse immagini, stesse riprese, gli stessi tg ammettono di aver utilizzato video rimbalzati da una rete all’altra, e tali immagini hanno delle caratteristiche differenti: in una il ponte è a destra, in una è a sinistra, in una un palazzo è a destra, poi è a sinistra, in una c’è l’elicottero, nell’altra non c’è. Ma le immagini sono le stesse. Mah. Magari questo non vi dice nulla, ma invece dovrebbe perlomeno farvi capire che loro possono modificare le immagini come vogliono.

6)I testimoni, ok, lo so, non sono affidabili quanto le leggi della fisica, ma fa pensare il fatto che moltissime persone fossero convinte di aver visto un aereo più piccolo e non un aereo grande e grosso quanto un Boeing.

Se a New York un Boeing entra in un grattacielo tutto integro con pure le ali, al Pentagono le ali magicamente si disintegrano, come confermano molti testimoni oculari (ovviamente tutti lavoratori nelle reti televisive). E nel Pentagono c’è un buco di 4 metri. Un Boeing cos’è, il triplo? e dove le metti le ali? C’è un buco, un vero e proprio spazio circolare, e non c’è traccia di effetti dell’annientamento fisico delle ali.

Come ovviamente non c’è traccia di nessun aereo.

E l’aereo in Pennsylvania?

C’è ancora un problema di “buchi”, dalle foto ufficiali si nota un buco con una forma simile all’aereo. Ovviamente scienziati vari si sono chiesti:  ma l’aereo non si è trascinato sull’erba? Perchè non ci sono le tracce del trascinamento? E comunque sia ancora una volta questo benedetto buco è più piccolo dell’aereo che ufficialmente è stato indicato come quello coinvolto nell’incidente. Perchè si sono magicamente conservate tutte e 4 le lettere di denuncia dei dirottatori?

Per anni ho sostenuto la tesi “del lato buono” per tanti motivi:

– le torri gemelle dentro avevano ristoranti, cucine, con bombole a gas e quant’altro magari abbastanza potente da farle collassare.

– negli aerei caduti sul Pentagono e in Pennsylvenia ci saranno stati dei morti, con delle famiglie che soffrono, no?

– le telefonate. Di sicuro l’elemento che mi ha portata per anni a pensare veramente all’attacco terroristico contro l’America. Le telefonate dall’aereo. In realtà ero stata ingannata, dopo varie analisi (non pensate chissà che, sono molto semplici da fare..) ho capito che i tg fanno sentire sempre e solo due o tre chiamate dall’aereo. Sempre le stesse.

Come molti scienziati hanno dimostrato, è quasi (quasi!) impossibile poter chiamare con un cellulare dalle altezze veleggiate da un boeing.

oltre al fatto che uno nella telefonata alla mamma si è presentato con nome e cognome.

Io sono convinta che sia tutta opera dello stesso governo americano, che voleva la guerra, e ha dato al popolo il casus belli (e che casus!!!) per appoggiarla, e per accettare restrizioni alla propria libertà di parola, pensiero, e privacy.

è stato il governo americano a inscenare tutto, con l’aiuto ovviamente del caro amico Afgano, che secondo la versione ufficiale è scappato in bicicletta insieme a qualche mucca e capra…ed è stato trovato solo 10 anni dopo. Guarda caso proprio proprio un anno prima delle elezioni del nostro carissimo presidente Obama.

Prima quando il sospetto ha iniziato a insinuarsi nella mia mente, non ci volevo credere, non tanto per  i ragionamenti scritti sopra, ma soprattutto perchè è DIFFICILE pensare e credere che un governo possa fare una cosa del genere ai propri cittadini.

Poi, ho iniziato a notare che moltissimi governi fanno o hanno utilizzato questa tecnica per creare quelle reazioni a catena totalmente legittime da far accettare al popolo qualunque cosa.

Lo stesso governo italiano lo ha fatto…ma ne parleremo in altri contesti, magari tra dieci anni, dopo che mi sarò fatta una cultura di video e documentari pure sull’Italia.

Lo so che nessuno mi crederà mai

“Uno stato non può fare questo al proprio popolo!”

lo so, lo so, me lo ripeto ancora io adesso..

ma è tutto così ovvio, così logico, tutto combacia così bene mentre invece nelle descrizioni date per ufficiali ci sono così tanti buchi…io ormai ne sono convinta. E difficilmente mi sposterò da questa posizione, perchè ci ho messo 9 anni per raggiungerla.

è tutto così chiaro : erano aerei, si, perchè i morti ci sono stati, ma comandati (e non ditemi che non è possibile perchè gli usa quelle tecnologie le hanno e le usano ben bene), e quelle erano immagini fasulle, il tutto bellamente organizzato dalle reti televisive.
Coosa? Un tg che dice falsità?

Uh che cosa inusuale vero?

Ma qualcuno si ricorda le penultime elezioni americane, dove aveva vinto Al Gore, tutti lo davano vincitore, ma solo un cretino della FOX ha iniziato a dire “ha vinto Bush!” e tutti via a seguirlo? (cretino della FOX fratello del futuro presidente n.a.)

I telegiornali hanno il potere di decidere cosa guardare e come guardarlo, da che angolatura, con quale sfondo, colore, possono spostare oggetti, figaro lo posso fare io con moviemaker dato in omaggio nel pacchetto office!

Con questo non voglio condannare un paese interessante come gli USA, meraviglioso e terribilmente potente sotto ogni punto di vista allo stesso tempo.

Ci vorrebbe una vita per analizzarlo.

Ovviamente il post riassume una piccola parte di tutte le info, le giustificazioni, le ipotesi, che ho raccolto in questi anni. Se trovate incongruenze è solo per colpa mia che scrivo come una ciofeca.

Anyway, questo è quello che penso, e non tornerò indietro.

Studiate, analizzate, guardate, e alla fine decidete da che parte stare in libertà.

Ma vi prego, non appoggiatevi dolcemente ad una sola soluzione perchè la più comoda e a portata di mano.

 

Un saluto

Gogo Yubari

 

 

 

Il Fuoco

Buonanotte a tutti,

da tempo ormai non riesco a dormire.

Solitamente le due settimane prima di partire per una nuova avventura non mi addormento mai prima delle tre del mattino.

Penso, penso, penso, penso troppo.

Stavolta, dopo Tokyo, tocca a London.

Non faccio proprio i salti di giuoia perchè a dir la verità io dovevo e volevo tornare nel mio amatissimo Giappone, ma a causa di un disastro nucleare (forse avete sentito o letto qualcosa ultimamente..XD…forse..) sto cercando di aprire nuove porte, nuovi orizzonti.

ormai le mie reazioni ad un nuovo viaggio le conosco, e si possono dividere in fasi.

Fase 1: è il momento in cui si organizza, in cui si compra, si fa, e si disfa, e io sono al settimo cielo, vedo tutto rosa, e so che tutto andrà benissimo.

Fase 2: inizio ad umanizzare la situazione, a non idealizzarla più, e mi dico che andrà bene.

Fase 3: la più terribile. Cado in depressione chiedendomi “ma perchè, perchè DIAVOLO mi sono fatta trascinare da me stessa in sto casino! ma non potevo laurearmi e poi andare a fare la commessa come tutti in sto cavolo di mondo?No!io devo viaggiare!Io devo vedere!fanculo me e fanculo il mondo, io voglio stare qui a casa mia, con mio papà, mia mamma, mio fratello, il mio bellissimo bagno pulito, il mio fidanzato (ricordo che non sono in ordine di importanza eh =D ), le mie amiche, le mie abitudini, le mie certezze.” e cado davvero nella più profonda disperazione.

Fase 4: arrivo sul posto, solitamente all’estero, e la depressione aumenta e poi rimane costante a picchi molto elevati fino alla fine della prima settimana.

Fase 5: mi innamoro. Mi innamoro del posto, della quotidianità, delle piccole cose belle della vita, vedo tutto rosa, vedo il mondo che mi lancia possibilità infinite, continuo ad amare il mio ragazzo che continuo a sentire ogni giorno con skype, i miei stanno bene, si soffre poco.

 

In questo momento sono nella 3, però devo dire che è scostante. Ogni tanto sono contenta, ogni tanto mi do dell’idiota da sola.

Prima di tutto mi chiedo se per caso sono sadomasochista, si, mi piace soffrire. FOrse.

perchè ho tra le mani un fidanzato stupendo, una persona rara, di quelle che ce ne sono poche nella vita, di quelle con il quale vuoi costruire qualcosa, un futuro, una vita. Un amore solido, sereno, (dopo sei anni non si possono avere ancora le farfalle nello stomaco ogni giorno), bello, sincero. Un migliore amico, un amante, una luce da seguire nei momenti bui, un consiglio fedele, un aiuto sempre.

E viaggiando rischio ogni volta di buttare nel cesso tutto questo ben di Dio e tirare la catena.

Eppure…Eppure… sarò malata, anzi togliamo il dubbio: sono malata.

Di cosa, non so, ma lo sono di sicuro.

è un fuoco dentro di me che non si spegne, una volta di conoscere, di visitare, di mettersi alla prova, di vedere, di mangiare, ascoltare, incontrare, affrontare..

Londra, Tokyo, New York, Los Angeles, l’Arizona e il Texas (ebbene si! pure quelle!), l’India, l’Indonesia, l’Australia, la Nuova Zelanda, il Canada, l’Alaska, la Francia.

Le voglio vedere, le voglio toccare con mano, ma non con la mano della turista, ma con la mano della quotidianità, della vita di ogni giorno.

Sono davvero malata :S

e in più sono donna, e questo peggiora la situazione.

In quanto donna prima o poi avrò dei figli (contando che sogno una famiglia numerosa..), i figli rallentano la carriera e il lavoro, e poi, mica potrò far vivere i miei figli un po’ a Tokyo, un po’ a Londra, Australia, Arizona, Texas, India, Indonesia.. no?

Mi preoccupo già da ora per le conseguenze mentali e psicologiche che i viaggi possono avere su dei miei ipotetici figli.

Forse è solo un momento nella mia vita in cui voglio esplorare, e pur amando il mio amore di un sentimento forte e totale, riesco a mettere questa mia voglia di vedere il mondo al di sopra di questo sentimento.

Non sto dicendo che amo un’altra persona, ma amo anche un ideale, una sfida.

Teoricamente io dovrei essere una persona molto tradizionalista, o almeno, così mi sono sempre sentita.

Non mi piace cambiare, amo la quotidianità, la monotonia della vita, la sicurezza di ogni giorno.

Eppure…eppure…ho questo fuoco, che non riesco a spegnerlo.

Due anni fa pensai “Ora vai a Tokyo, si spegnerà, sentirai la solitudine e la nostalgia di casa, si spegnerà.”

e invece quel fuocherello è cresciuto fino a diventare un incendio.

Vorrei spegnerlo! PErchè spegnerlo significherebbe non sacrificare il mio amore, non mettere in pericolo la psiche dei miei futuri figli, avere dei genitori vicino, gli affetti vicini, tutte cose che amo e amerò sempre in quanto forte tradizionalista convinta che la famiglia è tutto.

Eppure…eppure.

Non riesco a crederci che ancora una volta rischio di buttare nel water qualcosa di bello che ho tra le mie mani..

e se si innamora di un’altra?e se si stufa?

Non potrei sopravvivere.

In fondo però so che non è così… si sopravvive sempre a tutto.

E se il mio aereo cade e muoio? (pensiero tipico di chi viaggia)

E se mentre sto all’estero mio padre o mia madre stanno male?

Se succede loro qualcosa? e io non ero lì vicino a loro?

Mi sentirò per sempre in colpa, lo so perchè mi conosco.

Eppure…Eppure mi emoziono quando leggo di donne e uomini che viaggiano, che hanno dei lavori che li portano a viaggiare, che spostano le loro famiglie, che insieme a queste famiglie (a volte anche molto numerose) vedono posti diversi nel mondo.

io mi emoziono, non mi sconvolgo, non dico “oddio io MAI!”, non riesco minimamente a pensare “no ma io voglio stare qui fino al resto dei miei giorni, cn i miei figli, mio marito e famiglia”.

Eppure io sono tradizionalista, penso che nulla sia più importante della famiglia. I figli, il marito, un nucleo famigliare solido, penso che siano gli obiettivi e il vero senso di una vita.

Ora parto, tutto è organizzato, io spero sempre che dopo ogni viaggio prenda la decisione di smettere, e di ritornare in Italia, dal mio amore, dalla mia famiglia, dalle mie amiche, dal mio bagno pulito, dalle mie certezze.

Lo spero sempre, perchè so che è la cosa più giusta per me, che amo tutto questo.

Eppure…eppure quando torno ho sempre nuove idee su cosa fare, dove studiare, dove partire.

Spero dopo London di raggiungere la grande illuminazione e di dire “Ok, basta, con quello che ho vado a Milano e cerco un lavoro onesto e tranquillo”.

Oltre che al fatto che…non credo nella parità dei sessi.

Non sarò mai equiparata all’uomo sia nella vita sia nel campo lavorativo, quindi non penso nemmeno che farò una grande carriera, nemmeno dopo 50 giri del mondo.

E mi incazzo, mi incazzo perchè sono ambiziosa, sono dura, sono quasi maschile in certe situazioni, e soffro all’idea di non poter essere equiparata all’uomo nell’ambito lavorativo (nella vita di ogni giorno è impossibile per natura ). E quindi a volte penso che sia tutto inutile viaggiare, studiare, fare sacrifici..perchè poi finirò a guadagnare meno, a lavorare meno, rispetto ad un ipotetico fidanzato, marito, compagno di vita.

Quindi la mia domanda finale è: ma chi mi ha cresciuta così!??!?!?!

I miei genitori sono gente tranquilla! O.O ma da dove diavolo sono uscita?

 

Sogni d’oro a tutti,

 

Gogo Yubari quasi londinese.

Uomini Vs Donne: una sfida persa in partenza.

Stasera a fine serata mi è successa una cosa pazzesca, ero in macchina con un’amica e la stavo portando a casa.

eravamo in un rettilineo, la macchina va a 30 all’ora, decido di sorpassarla.

mentre sono nell’altra corsia, mi accorgo che nn riesco a superare l’altra macchina perchè il tipo che la guidava vedendomi in sorpasso ha accellerato, capisco che non sarei riuscita a sorpassare, rallento per mettermi dietro, rallenta anche l’altra macchina.

insomma non capivo come fare a ritornare in corsia a causa di sta macchina che sembrava volesse fare una vera e propria gara di velocità! riesco a ritornare in corsia, dietro a sta macchina, una Peugeut 206 blu, che si ferma, mi fermo anch’io, e da sta macchina esce uno grande e grosso, con un amico che rimane però dentro.

mi cago sotto dalla paura, chiudo la macchina, e ignorandolo completamente lo sorpasso.

Che questo signorino sia una testa di Minchia, è una realtà da dichiarare.

Quello che avevo io in mente di fargli è e rimarrà un SOGNO!

Mi sono davvero spaventata, e soprattutto mi sono messa paura perchè mi sono sentita terribilmente indifesa.

io, con la scoliosi, che se alzo una roba da un kilo muoio (XD cala cala Gogo…), che a malapena uccide le zanzare d’estate.

Che diavolo avrei potuto fare contro di lui e il suo amico?

Sono questi i momenti in cui odio essere una donna.

io lo dico da sempre e lo ripeterò: avrei voluto nascere uomo.

Per tanti motivi, niente ciclo, niente parto, una sensibilità minore, una maggiore superficialità, vita più tranquilla.

ma soprattutto l’uomo ha il sacrosanto diritto di potersi “pompare” come vuole in palestra!Al massimo risulta più magro e più figo.

La donna pompata in palestra, fa veramente schifo.

Comunque, pesi in palestra a parte..

Se fossi un uomo fin da subito avrei sfruttato una cosa data a tutti gli uomini: una massa muscolare superiore, e l’avrei lavorata ben bene, per sfruttarla proprio in questi momenti e cioè quando incontri una testa di cazzo.

Se fossi un uomo avrei fatto in modo da essere mooolto forte, e pronto a picchiare duro!

Se fossi nata uomo, sarei sceso dalla macchina e l’avrei massacrato di botte a quel coglione.

E invece no!

sono una donna, nemmeno tanto sana. E cos’ho fatto? Ho fatto la codarda! CODARDA!

Sono letteralmente fuggita!

Ahhh ma quante gliene avrei suonate! al pronto soccorso sarebbe in questo momento!

e invece in quanto donna ho dovuto piegare il mio orgoglio e  abbassare la testa.

Ragazzi, ragazze, le differenze esistono. Gli uomini sono diversi dalle donne, e per certi versi sono più fortunati!

La donna è un essere in costante pericolo!!

E molto spesso deve abbassare lo sguardo e fuggire.

Fuggire come dei conigli! AHHHH! CHE RABBIA!

forse è per questo che la donna da sempre è trattata come subordinata all’uomo.

Perchè se tutte le donne fossero muscolose, forti, che sanno menare e anche forte, allora vorrei vedere come si fa a sottometterle!!!

Potere femminile, potere femminile MADDECHE?

che siamo un branco di ossibuchi?

dei teneri filetti di carne?

dei tonni che si tagliano con un grissino?

perchè viene uccisa la mamma di bambi e non il padre? eh ? EH?

Natura, vai beneamatamente A FANCULO

se ci avessi fatti uguali a quest’ora ci saremmo fatte rispettare con la forza già da secoli.

ma non lo siamo, non lo siamo per nulla…la donna ha più punti deboli e spesso deve piegarsi al volere di altri..

siamo diversi, ed è meglio che inizi ad accettare di essere una donna smidollata, e che quel poco di ossa che c’ho sono pure storte!

fangul!

buonanotte,

x la natura: con noi donne potevi essere più clemente!!!!!!!

x quel cretino: se ci fosse stato il mio ragazzo probabilmente ora saresti all’ospedale.. è bello farsi figo davanti a due donnine che ti guardano spaventate eh??

x me: meglio che nanno

un saluto

Gogo Yubari

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